"topini" veloci in barca


"Topini" è la forma dialettale e ormai desueta, con la quale noi livornesi chiamiamo gli gnocchi, ma non so dire se questo è un modo circoscritto alla città, alla toscana o usato da altri.
Ricordo  di averne preparate delle quantità industriali quando da bambina, super-supervisionata da mia madre e da mia nonna, il mio unico compito era quello di fare con l'indice, in ogni topino, la concavità  che serve a trattenere meglio il sugo. Dopo tanti anni di apprendistato penso di potermi cimentare nella loro preparazione con sufficiente serenità sulla buona riuscita.


In barca, per tutta una serie di motivi (consumo di gas-riscaldamento degli interni), siamo sempre alla ricerca di piatti dalla cottura veloce. Ci è capitato molto spesso di prepararne, non solo per noi che ne siamo golosi, anche per gli equipaggi di altri paesi (ognuno ha un modo particolare di prepararli) che ci è accaduto frequentemente di ospitare a bordo, specialmente nei quattro mesi invernali trascorsi a Lefkas sbizzarriti in una affascinante e divertente babele culinaria.
In una barca piccola come la nostra, dove una necessaria e ovvia scelta drastica non comprende uno schiacciapatate e neanche un passaverdura indispensabili per la preparazione di questo piatto, c'è buona volontà, pazienza e tanto olio di gomito.


  • 600 gr. di patate (a polpa bianca)
  • 200 gr. di farina (circa, dipende dalla consistenza)
  • sale
  • facoltativo 1 uovo
Le patate andrebbero lessate con la buccia, sbucciate e passate nello schiacciapatate ma lontani da casa facciamo così:
tagliamo le patate a pezzetti piccoli dopo averle sbucciate e cuociamo a vapore nella pentola a pressione.
Ancora calde le mettiamo in una ciotola capiente e le schiacciamo con i rebbi di una forchetta, con cura e a lungo, fino a che tutti i grumi sono spariti. 





Se fossimo a casa adesso userei la spianatoia di legno, ma in barca non posso rischiare di spargere farina ovunque (pericolo di sbarco immediato) e quindi continuo nella mia grande ciotola, aggiungo un poco di sale e un uovo se c'è, altrimenti ne faccio a meno. Continuo a lavorare pazientemente facendo attenzione a eliminare  eventuali grumi e poi incorporo a poco a poco circa 1/3 della farina .





Poi arriva finalmente il momento della spianatoia di legno, perché questa non può proprio mancare e in barba allo spazio un posticino tutto suo riesco a trovarglielo anche sulla Thea.


Lavorando l'impasto con le mani aggiungo il resto della farina e qui l'esperienza e i gusti hanno la loro importanza perché non tutte le patate sono uguali e questo cambia la reale dose di farina necessaria.


Diciamo che l'impasto deve essere morbido ma non appiccicoso.













Arrotolate con i palmi delle parti di impasto ottenendo dei cilindri e poi tagliateli ogni 1 o 2 cm a seconda dei vostri gusti.






cuoceteli per un paio di minuti in acqua bollente salata e tirateli su con un mestolo a maglie larghe e metteteli in una zuppiera.






I topini possono essere conditi in tantissimi modi. Nella nostra tradizione, oltre al semplice burro e salvia, c'è il ragù di carne o al pomodoro e ricotta salata (come questi delle foto).




2 commenti:

  1. Risposte
    1. eheh Valeria, mi son fatta venir voglia da sola, ma ho finito le patate
      :-( e non ho intenzione di andare all'orto con questo tempo!!

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